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VENTURE CAPITAL e START UP

Fotografia degli investimenti in Europa e in Italia

START UP

18 Gennaio 2017

Negli ultimi anni il Venture Capital ha assunto un ruolo sempre più rilevante in Europa, affermandosi come driver strategico per i processi di innovazione delle imprese. Il trend positivo è confermato dai dati relativi agli investimenti di settore europei: i capitali impiegati nel corso dei primi nove mesi del 2016 ammontano a 10,6 Mld di Euro. Valore che, proiettato sull’intero anno, raggiungerebbe quota pari a circa 13,6 Mld di Euro, registrando così una crescita dell’8%, rispetto ai 12,6 Mld di Euro del 2015 (Fonte: Report “The State Of European Tech 2016). È tuttavia ancora significativa la differenza tra la concentrazione di investimenti in Regno Unito e Germania e il resto d’Europa. In Italia in particolare i volumi degli investimenti e transazioni risultano ancora contenuti rispetto alle principali economie europee.

Va inoltre sottolineata la tendenza degli addetti ai lavori europei a privilegiare la fase early-stage delle start up che rappresenta circa l’86% del totale degli investimenti (Fonte: CBInsights Database), trascurando invece le fasi successive di scale-up e consolidamento sul mercato, in cui le imprese necessitano di maggiori risorse finanziarie ed organizzative. La ragione principale di questo modus operandi va ricercata nella propensione delle start up a farsi acquisire da colossi di settore, anche a livello internazionale.

È dunque oggi più che mai fondamentale riuscire ad attivare un circolo virtuoso tra fondi di Venture Capital e operatori specializzati, per favorire un maggior flusso di capitali. Investire in start up significa investire in aziende tecnologiche con margini di crescita e sostenibilità elevati, spesso maggiori di quelle appartenenti alla old-economy. Tuttavia, trattandosi di asset class anti-cicliche, le considerazioni sul ritorno degli investimenti andrebbero declinate non sul breve, ma sul medio-lungo termine. Da questa intuizione e dalla consapevolezza dell’importanza del Venture Capital in Italia, Quadrivio ha attivato una partnership strategica con Intesa Sanpaolo e in particolare con la parte di IMI Fondi Chiusi dedicata al Venture Capital. Le due società andranno a costituire una SGR interamente dedicata al Venture Capital e lanceranno un nuovo fondo che avrà un obiettivo di raccolta di 120 Mln di Euro e una dotazione iniziale di 70 Mln di Euro, già committed dai soci fondatori. Il fondo si focalizzerà prevalentemente su investimenti in imprese in fase di sviluppo, attive in settori caratterizzati da un elevato grado di tecnologia. In particolare verranno privilegiati settori quali Medtech e Diagnostica, Elettronica Avanzata (con particolare attenzione a Embedded Systems e Internet of Things) e Cleantech (con un focus sui temi della Circular Economy e dei Nuovi Materiali). Settori strategici, come confermano le parole di Elizabeth Robinson, Investment Director dell’area Venture Capital di Quadrivio: “Siamo appena rientrati dall’Healthcare Investor Week tenutosi a San Francisco. I nostri incontri ci hanno confermato il forte interesse di investitori, sia corporate che venture, nei confronti delle nostre partecipate in fase di espansione. Gli investitori internazionali ci riconoscono elevati standard qualitativi, in particolare nel settore del Medtech”.

Il fondo effettuerà sia investimenti di natura late-stage, che early-stage, con l’obiettivo di accompagnare le aziende in tutto il loro percorso di sviluppo. Il nuovo soggetto diverrà un punto di riferimento per l’intero ecosistema del Venture Capital, abilitando nuove opportunità di innovazione per il nostro Paese e trasformando Quadrivio in uno dei maggiori operatori di Venture Capital in Italia.